Da La Repubblica del 12 marzo 2010
Rifiuti, la riforma rischia di saltare
Maggioranza spaccata sul futuro di aziende comunali e Ato "virtuosi"
Un emendamento del Pdl Sicilia affida tutte le competenze ai Comuni ma snatura la legge
Cracolici avverte "Se si prosegue con questa melina sarà meglio rinviare tutto"
di ANTONIO FRASCHILLA
La legge di riforma sugli Ato rifiuti è a un passo dallo stop. La maggioranza è ancora divisa e ieri in aula, nonostante l´incontro della sera precedente tra i capigruppo e il governatore Raffaele Lombardo, c´è stato un vero e proprio tutti contro tutti. La rottura è stata evidente tra il Pdl Sicilia che chiede «maggiore autonomia subito per i Comuni» e il Pd che propone di salvaguardare gli Ato virtuosi. Il presidente del gruppo Mpa, Francesco Musotto, si è detto «sconcertato» per l´ostruzionismo in aula alimentato da chi dovrebbe «sostenere questa riforma». Risultato? Nonostante l´inizio della votazione sull´articolo 1 della legge, tutto è slittato a martedì. E il capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, a questo punto non esclude il rinvio del voto a dopo il varo della Finanziaria: «Noi siamo per votare subito la legge, ma se continua questa melina allora è meglio rinviare tutto», dice, mentre l´emergenza rifiuti dilaga in tutta l´Isola a causa degli Ato al collasso e la Regione ha già annunciato che non darà alcun aiuto immediato agli Ambiti ricorrendo a prelievi di cassa che metterebbero a rischio perfino il pagamento degli stipendi dei dipendenti regionali.
Al centro dello scontro c´è il ruolo dei Comuni e il futuro delle grandi aziende partecipate, come a esempio l´Amia a Palermo con il suo bagaglio di quasi 3 mila dipendenti. Sul fronte del ruolo degli Enti locali, al momento il ddl presentato e riscritto in parte con emendamenti ad hoc dall´assessore all´Energia Piercarmelo Russo, prevede l´obbligo per i Comuni di consorziarsi nelle Srr (Società di regolamentazione). Solo dopo due anni di prova, l´ente locale può uscire dalla Srr e gestire in proprio l´appalto per affidare il servizio di raccolta. Questo non basta però alla capogruppo del Pdl Sicilia Giulia Adamo, che non ha ritirato l´emendamento che prevede l´affidamento «immediato di tutte le competenze ai singoli Comuni». Un via libera che di fatto snatura tutta l´impalcatura del ddl. Il Pd invece ha presentato un emendamento che salvaguardia gli Ato virtuosi, come quelli di Caltagirone o di Sciacca. Norma, questa, che non piace all´Mpa.
Rimane da capire cosa accadrebbe nelle grandi città che hanno aziende partecipate, una volta approvata la legge: in teoria non sarebbero garantiti tutti i dipendenti, per esempio dell´Amia, visto che la norma prevede che il nuovo ente che vincerà l´appalto per la raccolta «prenda in carico solo il personale sufficiente a erogare il servizio».
Ieri tecnicamente è iniziato il voto del primo articolo della legge, ma con queste divisioni, Pdl e Udc hanno avuto gioco facile nel fare ostruzionismo, considerando la mole di 350 emendamenti. Molti dei quali presentati dal deputato Cateno De Luca, che ieri dal gruppo Mpa è passato a quello Misto: «Non voterò mai questa legge» dice. Molti gli interventi lunghi anche da parte di deputati del Pd e del Pdl Sicilia. Così il capogruppo del Pd Cracolici prima e quello dell´Mpa Musotto dopo, non hanno usato giri di parole: «Noi vogliamo votare subito questa legge, ma se continuiamo così e meglio rinviare a dopo il varo della Finanziaria», dice Cracolici. «Non capisco questo intervento del capogruppo del Pd, che fa perdere altro tempo», ribatte Musotto. Tutto rinviato quindi a martedì.