Da La Repubblica del 12 marzo 2010
Il segretario Lupo chiede la convocazione dell´assessore nelle commissioni Bilancio e Cultura
Musei ai privati, Pd all´attacco "Fallimentare l´idea di Armao"
di MASSIMO LORELLO
Il Pd boccia il piano del governo regionale sull´affidamento ai privati della gestione dei siti archeologici e dei musei siciliani. Lo fa con il segretario del partito, Giuseppe Lupo, che attacca la proposta dell´assessore ai Beni culturali, Gaetano Armao.
Onorevole Lupo, cosa non funziona in questa proposta?
«Cominciamo dalle procedure: abbiamo appreso solo dai giornali di questo piano rivoluzionario che affiderebbe 87 siti ai privati, quando l´assessore avrebbe dovuto presentare il progetto alle commissioni Bilancio e Cultura».
Il suo partito ha chiesto la convocazione di Armao nelle due commissioni. E una convocazione è stata invocata pure dalla Cgil Funzione pubblica che si oppone al piano dell´assessore.
«Ma non siamo i soli a essere rimasti sorpresi. La stessa cosa è accaduta ai sovrintendenti ai beni culturali e ai sindaci delle città dei siti più importanti: pure loro non ne sapevano niente».
A parte l´aspetto procedurale, cosa non va in questa proposta?
«Gli 87 siti che il governo regionale vuole affidare ai privati sono i gioielli più preziosi dell´arte e della storia siciliana. Ma ci sono tanti altri siti meno attraenti: cos´ha intenzione di fare con quelli l´assessore Armao? Li lascia alla Regione? Bene, così continueremo a privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Un altro problema riguarda il personale».
Cioè gli addetti alla gestione dei musei e dei siti archeologici?
«Esattamente. La Regione ha già numerosi dipendenti che si occupano di beni culturali. A questi vanno aggiunti i 700 lavoratori della società regionale Beni culturali spa. Se i servizi li affidiamo ai privati, cosa ne facciamo di tutto questo personale già pagato con i soldi pubblici? I dipendenti dell´amministrazione siciliana non possono essere traghettati in un´impresa privata, i lavoratori della Beni culturali spa non possono essere obbligati a farlo».
Ma Beni culturali spa non dovrebbe fondersi con Multiservizi?
«Vero. Ma se le togli la gestione del musei, se privi la società del suo core business, non ha più senso quel tipo di accorpamento, almeno per come lo vorrebbe l´assessorato al Bilancio. Se ne deduce che dentro lo stesso governo si portano avanti progetti in conflitto tra loro».