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Fondazioni di Comunità
Sta per prendere il via il progetto "Luce è libertà" per il reinserimento di 56 internati dell'OPG di Barcellona P.G. Oggi e domani il seminario sui Distretti Sociali Evoluti. 

Il progetto
LUCE È LIBERTÀ

 

FONDAZIONE DI COMUNITÀ:
LOTTA ALLE MAFIE, GREEN ECONOMY 
E RICERCA SCIENTIFICA PER LO SVILUPPO LOCALE

    

Da uno studio approfondito delle dinamiche socio-economiche del territorio a un’idea vincente di sviluppo economico locale. Un’idea che mette assieme la lotta alle mafie, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, la creazione e di posti di lavoro attraverso una fitta rete di relazioni tra realtà produttive presenti in città e provincia.
Sta per nascere a Messina la Fondazione di Comunità per la costituzione del Distretto Sociale Evoluto. Un nome complesso che racchiude un obiettivo semplice: mettere insieme tutta una serie di soggetti pubblici e privati presenti sul territorio messinese per creare una rete per lo sviluppo locale in grado di autofinanziarsi nel lungo periodo.
L’idea di base della Fondazione di Comunità è quella di creare un percorso virtuoso in cui il rilancio socio-economico del territorio passi dalla lotta alle mafie, dalla creazione e rafforzamento delle economie locali, dagli investimenti in innovazione e ricerca, dall’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili. Fare sistema. Utilizzare i territori confiscati alle mafie per creare occasioni di lavoro, utilizzare i saperi dell’Università e dei suoi dipartimenti per l’innovazione tecnologica, utilizzare le energie rinnovabili per la salvaguardia dell’ambiente. Il tutto attraverso progetti che, grazie all’intreccio di questi settori e competenze, siano totalmente sostenibili sotto il profilo economico-finanziario.
I soci fondatori della Fondazione di Comunità sono: Ecos-Med (capofila del comitato promotore); la Ausl 5 di Messina; la Fondazione Horcynus Orca; il Consorzio Sol.E.; la Fondazione Antiusura Pino Puglisi; Confindustria Messina, Caritas Italiana; Parsec Consortium; Associazione Culturale Pediatri, il Gruppo di Banca Popolare Etica.
Tutti questi soggetti costituiranno un Fondo patrimoniale che sarà utilizzato in due modi: il 50 % in prodotti bancari etici, mentre il restante 50% verrà investito nella produzione di energie rinnovabili con la realizzazione di un Parco fotovoltaico diffuso.
Il Parco fotovoltaico diffuso comprende diversi impianti solari dislocati in aree diverse: due di questi impianti, realizzati su terreni confiscati alla criminalità organizzata, saranno utilizzati per realizzare ombrari agricoli per coltivazioni biologiche; altri, della dimensione media di 20 kwatt, verranno installati su edifici di pubblica utilità  (ospedali, parrocchie, istituzioni di ricerca, comuni, ecc.): il conto energia sarà devoluto alla Fondazione di Comunità, mentre la produzione energetica verrà utilizzata dalle istituzioni partner; altri ancora saranno installati impianti su edifici privati (con capacità media di 3/6 kwatt). In questo caso le 200 famiglie che aderiranno al progetto avranno l’energia elettrica gratis (mentre il conto energia sarà devoluto alla Fondazione di Comunità) e, in cambio, costituiranno un gruppo d’acquisto solidale per favorire le aziende aderenti alla Fondazione.
I soci partner della Fondazione di Comunità interagiranno tra di loro nei campi della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, della cultura, dell’economia eco-sostenibile e solidale, della formazione e riqualificazione professionale. Partendo dal basso, ovvero dalle esigenze delle persone, soprattutto delle categorie socialmente più deboli e potenzialmente emarginate o contigue al mondo della criminalità. Del resto, gli studi socio-economici che stanno alla base del progetto della Fondazione di Comunità hanno evidenziato che nel territorio di Messina le aree di degrado urbano e ambientale sono molteplici e ad esse è collegata la presenza di un’economia criminale che, a sua volta, determina forme di controllo sociale e culturale. I dati parlano chiaro: in una città di 250mila abitanti il 2,5% della popolazione detiene il 50% della ricchezza immobiliare. Nel centro cittadino la ricchezza media pro-capite è 4 volte quella della periferia nord e 6 volte quella della periferia sud.
Le zone di povertà presentano un forte degrado urbano, sociale, culturale e un estremo disagio abitativo con oltre 10.000 persone che vivono ancora nelle baracche costruite dopo il terremoto del 1908 e dopo i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale.
Per spezzare questo circolo vizioso e far ripartire l’economia locale, favorendo processi di inserimento sociale, la Fondazione di Comunità ha programmato una serie di progetti il primo dei quali - “Luce è libertà”, cofinanziato dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia - verrà presentato in occasione del seminario “Il Distretto Sociale Evoluto” (4 – 5 febbraio 2010, Parco Horcinus Horca – Capo Peloro - Messina)

   
Ideato dai promotori della Fondazione di Comunità di Messina e sostenuto economicamente dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia e dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, “Luce è libertà” è un progetto innovativo che si propone l’obiettivo della reintegrazione sociale e lavorativa di 56 internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.
La metodologia che si intende sperimentare in questo progetto è rivoluzionaria: coinvolge enti pubblici e privati e aziende operanti sul territorio, si colloca in un contesto di contrasto alle mafie e prevede un forte impegno nel campo delle energie rinnovabili e dell’innovazione tecnologica. Dal punto di vista finanziario, poi, il progetto è autostenibile in un arco temporale di 20 anni.
Per ognuno dei 56 internati,  prossimi alla scadenza della misura di sicurezza o con misura di sicurezza scaduta e in proroga, il progetto prevede un piano personalizzato di inserimento sociale presso le famiglie d’origine o attraverso esperienze di affido etero-familiare, in appartamenti confiscati alle mafie o resi disponibili dalle Caritas diocesane.
Un’esperienza di “housing sociale” che si realizzerà attraverso case e appartamenti in parte provenienti da donazioni, in parte ubicati su edifici confiscati alla mafia, in parte costruiti secondo i criteri della bio-architettura, a bilancio energetico positivo.
Oltre alla casa, gli ex-internati saranno seguiti in un percorso di cura personalizzato e verranno avviati al lavoro attraverso la rete di consorzi sociali del CGM di Calabria e Sicilia. Per esempio, sotto il profilo lavorativo, gli ex internati saranno impiegati nella realizzazione degli impianti del Parco diffuso fotovoltaico, nell’autocostruzione delle proprie case e in altri lavori che tengano conto delle loro personali competenze.
Il progetto “Luce è libertà” propone di fatto un nuovo tipo di welfare. Welfare evoluto che, sul lungo periodo, non grava sulle casse dello Stato e che realizza un percorso di inserimento a 360 gradi: garantisce agli ex internati diritti fondamentali come casa, lavoro, reddito, cure e un sistema complesso di relazioni umane.
Economicamente il progetto è totalmente sostenibile. La Fondazione di Comunità gestirà l’intero processo, finanziato per i primi quattro anni dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia.
Ad ogni persona verrà corrisposta una somma, chiamata tecnicamente “capitale personale di capacitazione”: un budget che servirà a ognuno degli ex internati di riprendere a vivere in maniera diversa, progettando il proprio futuro in un percorso di inserimento sociale e lavorativo realizzato assieme ai servizi dell’Ospedale psichiatrico giudiziario, del dipartimento di Salute mentale della Asl di Messina e dell’Ufficio di esecuzione penale esterna del ministero della Giustizia.
L’intero processo verrà gestito dalla Fondazione di Comunità di Messina.
Tutti gli internati che sceglieranno di aderire al progetto conferiranno i propri “capitali di capacitazione” alla Fondazione di Comunità che garantirà la produttività dei capitali stessi attraverso la realizzazione di centrali fotovoltaiche che garantirannno, oltre all’energia prodotta, anche il cosiddetto “conto energia” ovvero gli incentivi statali della durata di 20 anni.
Tutti i proventi dell’investimento andranno a finanziare il progetto “Luce è libertà” che, quindi, è totalmente autosostenibile per la sua intera durata.

Questo progetto si fonda sull’idea che sviluppo umano e sviluppo economico sono legati all’espansione delle libertà individuali e allo sviluppo della coesione sociale sui territori. Ci è sembrata che la strada giusta da seguire fosse quella di un processo che, con risorse autonome e con investimenti nella green economy, riesce a finanziare il superamento dell’ospedale psichiatrico giudiziario mettendo in relazione sistemi di welfare, progetti educativi e culturali, innovazione tecnologica”, afferma il direttore generale della Fondazione di Comunità, Gaetano Giunta
La Fondazione di Comunità ha già individuato in due terreni confiscati alle mafie – uno a Pentadattilo, in provincia di Reggio Calabria, l’altro ad Assoro in provincia di Enna – i siti in cui realizzare le centrali solari, con il sostegno di Banca Popolare Etica e della Beghelli, azienda produttrice di pannelli fotovoltaici e leader europea nel settore dell’innovazione tecnologica.
Una volta a regime il progetto favorirà dunque la de-istituzionalizzazione di 56 persone attualmente internate all’Opg di Barcellona, la gestione per 20 anni di progetti personalizzati con housing sociale, servizi di accompagnamento integrati a carattere socio-sanitario, un reddito di cittadinanza di € 400-500 a persona, prima del progressivo inserimento lavorativo e quindi del pieno salario.

Fondazione Horcynus Orca
- Ufficio di Comunicazione Sociale -
Per informazioni:
Roberto Calabrò
338.7638408
e-mail: roberto.calabro@fastwebnet.it
Luciano Micali 
tel: 090325236 - fax:0903223038

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Scritta in - Attualità - da Redazione  il 04/02/2010 alle ore 7.21.21 ed è stata letta 163 volte. ..

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