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Tre spettacoli in gloria.
Congratulazioni a "Lavori in corso"a Messina. In gennaio speciali serate di prosa a S.Agata M.llo e a Capo d'Orlando.


Mese teatralmente soddisfacente, il neonato gennaio ha offerto rappresentazioni di grande livello e gradevolezza. Lavori sperimentati per anzianità di tournee triennale e per essere comunque approdati in provincia dopo aver visitato i più importanti palcoscenici da MI a PA, come “8 donne e un mistero”regia di T. D’Alfonso, e direttamente da ME il “Romolo Augusto” regia di R.Guicciardini, oppure  il giovane “Lavori in corso” regia di N Bruschetta, che ha inaugurato gloriosamente la sua comparsa a ME la settimana scorsa con due repliche fuori programma a grande richiesta.
Al Cineteatro di Capo d’Orlando Sandra Milo e Caterina Costantini +  altre 6, ha riscosso un grande apprezzamento con applausi e interventi dal pubblico a scena aperta, per la regia molto ben congegnata che ha utilizzato una vasta gamma di tecniche sceniche ( il travestimento, il cambio di identità, il canto, la gamma dei preziosismi vocali,ben sedici caratteri, un costante andirivieni da siparietti, ecc.). Ambientato negli anni ’60 su una tematica che allora veniva definita nel femminismo “dell’autocoscienza”, queste donne scavano intorno al loro rapporto con l’uomo, magnificamente rappresentato da una assenza concretissima, confrontandosi con il lato più nascosto, represso al riparo di un apparente quieto vivere borghese. Brave, bravissime, attuali, anzi vere ancora oggi nei ruoli e nei sentimenti! 
Altrettanta sostanza ha offerto il testo di F. Durrenmatt, (ma con quel suo più di profondità filosofica che rasenta sempre la tragicità) nel dipanare la strategia di fine-impero messa in atto dall’ultimo imperatore romano. Al cineteatro Aurora di S. Agata M.llo, affollato ancora una volta per questa ben organizzata stagione teatrale, è apparso un imperatore adulto e saggio, che in due atti vede scorrere nella immobilità della sua stanza una serie di personaggi rappresentativi delle problematiche strategiche e culturali dell’epoca: beni culturali in svendita, eroismi inutili nell’esercito allo sbando, burocrati incapaci e avidi, rigurgiti di attentati regicidi, mogli e figlie travolte dal gossip più che dalla dignità regale. Talvolta si poteva intravvedere un accenno all’attualità: potenza dell’arte quando  raggiunge le corde cosiddette universali del vizio e della morale.
E da ultimo la  commedia di Claudio Fava, per un teatro di impegno civile, snella e brillante, tratteggiata compiutamente nei ruoli del cittadino capace di pensare liberamente, del politico connivente o contiguo alla mafia, dell’immigrato, del sacerdote coerente ed eroico, del faccendiere, dell’operaio, del cantastorie, di un angelo senz’ali. Il tutto distribuito sapientemente negli eventi-problematici dei deragliamenti ferroviari, delle disgrazie geologiche (terremoto 1908), dell’accoglienza scentrata verso gli stranieri, dei ragionamenti sulle evidenze linguistiche e metodologiche del pensiero progettante il ponte sullo stretto, ultima azione caotica in cui ci hanno avviati a vivere. La pieces si è conclusa con il “soprafondo” di un infernale rumore di trivelle, appunto i lavori in corso.
A febbraio i prossimi appuntamenti di rilievo.

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Scritta in - Cultura e Spettacoli - da Franca Sinagra  il 25/01/2010 alle ore 20.41.40 ed è stata letta 287 volte. ..

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