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Europee. Un seggio allo svedese partito dei pirati
Il Piratpartiet conquista un seggio nell'Europarlamento. I suoi obiettivi: il diritto d'autore, la privacy e i brevetti. Per poter navigare e scaricare in libertà.
Da un complessivo risultato elettorale che ci consegna un parlamento europeo più "popolare", meno socialista e - dato davvero preoccupante - un po' più xenofobo, dalla Svezia arriva Christian Engstrom a rappresentare un partito sui generis, ma solo apparentemente. Parliamo del Pirat Partiet, che anche se sulla carta non ha nessun collegamento con l'ormai famoso Piratebay, una delle piattaforme più gettonate per il P2P (peer to peer), certamente ne condivide i principi di libertà e condivisione alla faccia di tutti i copyright. Al parlamento europeo il Pirat Partiet sbarca con un programma ben preciso: riforma della legge sul copyright (audace: limite massimo di cinque anni), abolizione dei brevetti (soprattutto in campo farmaceutico) e - anche in collegamento al rischio "censura" - difesa dei diritti dei cittadini in materia di privacy (l'ultima legnata inflitta agli internauti, infatti, è l'entrata in vigore della legge antipirateria Ipred, che consente ai detentori del copyright di farsi consegnare gli indirizzi Ip dei condivisori). Fra le curiosità da segnalare, il partito alle ultime elezioni politiche di gennaio scorso aveva raggranellato un misero 0,6%. Alle Europee schizza in alto con il 7,1% delle preferenze, diventando la quarta forza politica della Svezia.
Rosalind Leigh Cristina
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